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Editoriale / Storia e Contesto

Memoria pubblica e uso politico del passato

Ogni stagione politica seleziona i propri simboli storici, ma il problema nasce quando la memoria sostituisce l'analisi.

Samuele OrsiniEditor18 marzo 20265 min

Il passato come repertorio

Nelle democrazie mature il passato non smette mai di essere conteso. Monumenti, anniversari, lessici commemorativi e figure storiche entrano continuamente nella lotta per definire il senso del presente. Non c'e nulla di anomalo in questo. L'anomalia comincia quando la memoria viene chiamata a sostituire il lavoro dell'analisi storica.

La differenza e importante. La memoria seleziona, semplifica, ordina. La storia invece problematizza, confronta fonti, ricostruisce nessi e accetta l'ambivalenza. Una politica che usa soltanto memoria tende a produrre identita sempre piu rigide e interpretazioni sempre piu povere.

Lucidita invece di liturgia

Il compito di un progetto editoriale serio non e distribuire patenti morali sul passato, ma offrire strumenti per capire perche alcuni eventi continuino a pesare sul presente. La storia pubblica diventa utile quando rende visibili le continuita, i rimossi e le rotture, non quando irrigidisce il dibattito in un cerimoniale di appartenenze.

Usare il passato senza idolatrarlo e una forma di igiene civile. Significa sottrarlo alla liturgia e restituirlo alla responsabilita del giudizio.

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MemoriaStoria pubblicaPoliticaIdentita

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