Il passato come repertorio
Nelle democrazie mature il passato non smette mai di essere conteso. Monumenti, anniversari, lessici commemorativi e figure storiche entrano continuamente nella lotta per definire il senso del presente. Non c'e nulla di anomalo in questo. L'anomalia comincia quando la memoria viene chiamata a sostituire il lavoro dell'analisi storica.
La differenza e importante. La memoria seleziona, semplifica, ordina. La storia invece problematizza, confronta fonti, ricostruisce nessi e accetta l'ambivalenza. Una politica che usa soltanto memoria tende a produrre identita sempre piu rigide e interpretazioni sempre piu povere.
Lucidita invece di liturgia
Il compito di un progetto editoriale serio non e distribuire patenti morali sul passato, ma offrire strumenti per capire perche alcuni eventi continuino a pesare sul presente. La storia pubblica diventa utile quando rende visibili le continuita, i rimossi e le rotture, non quando irrigidisce il dibattito in un cerimoniale di appartenenze.
Usare il passato senza idolatrarlo e una forma di igiene civile. Significa sottrarlo alla liturgia e restituirlo alla responsabilita del giudizio.
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